I ministri dei Trasporti di Bulgaria, Grecia e Romania hanno firmato ieri (29 settembre) un piano d’azione congiunto per 25 progetti transfrontalieri prioritari, dal valore complessivo di circa 22,8 miliardi di euro, con l’obiettivo di creare una rete di trasporti continua, sia nord-sud sia est-ovest, capace di collegare il Mar Egeo, il Danubio e il Mar Nero.

La cerimonia si è svolta nell’ambito dei Connecting Europe Days, durante un incontro di alto livello intitolato “Friends of South-East Europe: Let’s overcome the gaps together”.

Il ministro bulgaro dei Trasporti Georgi Peev, il ministro greco delle Infrastrutture e dei Trasporti Christos Dimas e il segretario di Stato romeno ai Trasporti Ionel Scrioșteanu hanno firmato il documento insieme al commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo Apostolos Tzitzikostas, ai coordinatori europei Mario Mauro (Mar Baltico-Mar Nero-Mar Egeo) e Margarida Marques (Reno-Danubio), e al vicepresidente della Banca europea per gli investimenti Robert de Groot.

Il piano dà attuazione al memorandum d’intesa firmato il 3 dicembre 2025, che aveva istituito la Black Sea-Aegean Corridor Platform (BACP). Dei 53 progetti individuati inizialmente, 25 sono stati selezionati per la loro importanza strategica e per il livello di preparazione. Una parte dei finanziamenti è già disponibile; i tre governi stanno spingendo per ottenere un maggiore sostegno dell’Unione europea nell’ambito del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

I principali progetti e le tempistiche

Tra gli interventi considerati prioritari e più rapidamente realizzabili figurano la modernizzazione e l’elettrificazione dell’attuale linea ferroviaria Ruse-Giurgiu-Bucarest, prevista entro il 2030, e la costruzione di un nuovo ponte sul Danubio a Ruse-Giurgiu, destinato al traffico stradale e ferroviario, con completamento previsto per il 2032. Sono già in corso gli studi di fattibilità per il secondo ponte e, a metà del 2026, la società Egis Romania si è aggiudicata il contratto per lo studio nell’ambito del programma Connecting Europe Facility dedicato alla mobilità militare.

Tra le altre priorità figurano la modernizzazione della trafficata linea ferroviaria Burgas-Varna-Ruse e la progettazione di altri due ponti sul Danubio, nei collegamenti Silistra-Călărași e Nikopol-Turnu Măgurele, il cui finanziamento è previsto entro il 2034.

Per quanto riguarda la Grecia, Dimas ha evidenziato gli interventi di ammodernamento della linea ferroviaria Alexandroupoli-Pythio-Ormenio, per la quale il contratto dovrebbe essere assegnato all’inizio del 2027, e della tratta Mouries-Promachonas-Kulata, con contratto previsto per giugno 2027. Tra i progetti figura inoltre il collegamento ferroviario con il porto di Salonicco.

Il corridoio è organizzato lungo tre assi principali:

  • Occidentale: Atene-Salonicco-Promachonas-Kulata-Sofia-Vidin/Calafat-Craiova-Bucarest;
  • Centrale: Salonicco/Alessandropoli-Ormenio-Svilengrad-Ruse-Giurgiu-Bucarest, con estensioni verso Ucraina e Moldova;
  • Orientale: Alessandropoli-Burgas/Varna-Costanza.

Il contesto strategico

Peev ha dichiarato ai giornalisti che i tre Paesi hanno ormai riconosciuto la necessità di collaborare sul fronte della connettività e che l’iniziativa gode del pieno sostegno della Commissione, del Parlamento e delle istituzioni finanziarie europee. Ha individuato nella mancanza di coordinamento e nella diffidenza regionale i principali ostacoli, ha chiesto la costruzione di un maggior numero di ponti sul Danubio e ha sostenuto la necessità di raddoppiare la capacità ferroviaria sulla tratta Sofia–Plovdiv. “Trasporti e sicurezza devono essere collegati più strettamente”, ha dichiarato.

I responsabili dell’iniziativa la presentano come un progetto di infrastrutture civili che può contribuire anche alla mobilità militare sul fianco orientale della NATO, offrendo al tempo stesso un’alternativa alle rotte congestionate attraverso il Bosforo. Il precedente memorandum d’intesa prevede infatti standard di dual use per alcune navi traghetto e alcuni ponti, cioè infrastrutture utilizzabili sia per scopi civili sia militari.

Il completamento della rete centrale TEN-T rimane fissato per il 2030, mentre l’estensione della rete più ampia si protrarrà fino agli anni Quaranta.

La prossima prova concreta sarà rappresentata dalle candidature congiunte nell’ambito dell’attuale bando del Connecting Europe Facility, aperto fino al 6 ottobre 2026, e dalla quantità di finanziamenti che verrà effettivamente ottenuta per il periodo 2028-2034.

L’attuazione del piano dipenderà dal coordinamento della programmazione nazionale, dalle autorizzazioni ambientali e dai tempi di realizzazione dei cantieri, che storicamente nella regione hanno spesso subito ritardi.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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